Parola d’ordine: interessarsi

Parola d’ordine: interessarsi

Era l’estate di quasi una decina di anni fa. Avevo ancora i capelli lunghi.

Passando con l’auto per la strada che, nel comune di Montespertoli, porta da Lucardo a Montalbino, poco dopo la frazione di Trecento notai del fumo che usciva da alcune sterpaglie a pochi metri dall’asfalto e giusto sotto una torretta di avvistamento de La Racchetta. Colto un po’ alla sprovvista, ma incuriosito, mi fermai a controllare. Quello che trovai è chiamato tecnicamente “fuoco di terra”.

Un fuoco di terra è fuoco che brucia a basse temperature, consumando poco ossigeno e procedendo molto lentamente. Non è evidentissimo, il fumo è poco. Rimane però molto pericoloso nelle stagioni secche e magari ventilate, dove la possibilità di auto-estinguimento sono basse: raggiungendo una macchia di arbusti esso può facilmente passare a “fuoco di chioma”, altro termine tecnico, che però sta ad indicare il classico incendio.

Tralasciando i tecnicismi e tornando alla storia iniziale, non avevo niente che facesse al caso mio per poter spegnere da solo il fuoco. Sebbene piccolo, al massimo qualche metro quadrato, c’era la probabilità che la temperatura sciogliesse la suola delle mie scarpe da tennis se avessi provato a calpestarlo. Nei dintorni poi non vedevo terra utilizzabile, soltanto sterpaglie. Non una nuvola in cielo, le 11 del mattino. Serviva dell’acqua.

Quello che successe dopo è storia. Il cellulare che non ha copertura. Un bischero in mezzo di strada che cerca di fermare i pochi passanti. La prima auto che non si ferma proprio. La seconda auto con alla guida due amici di famiglia che mi dicono di fregarmene, ripartendo subito dopo lasciandomi basito. Una casa a 50 metri. Il solito bischero che corre. Due bischeri a fare la staffetta con bacinelle d’acqua. Emergenza risolta. Sudata colossale.

Dopo questa auto-pacca sulla spalla per aver salvato qualche metro quadrato di piante da un potenziale incendio, vorrei portare alla vostra attenzione il vero motivo che mi ha spinto a scrivere questo articolo.

gris-il-draghetto-tshirt-bimbo-52028-800L’ambiente che ci circonda e che amiamo tanto sventolare quando ci fa comodo per pavoneggiarci con gli stranieri ha bisogno di un minimo di cure, altrimenti deperirà. Serve manutenzione, come per quasi tutte le cose. Ci sono comportamenti da evitare e gli esempi citati sono: il tirare dritto davanti ad una palese richiesta di aiuto, il consigliare di girarsi dall’altra parte o il gettare mozziconi di sigaretta dalle auto (*). E ci sono comportamenti, secondo me, corretti. Cioè tutti quelli che derivano dall’interessamento e dalla passione. Come il caro vecchio Grisù ci insegnava, non importa se sei la persona in teoria meno indicata sulla Terra per occuparti di qualcosa. Importa dove vuoi arrivare. Tutti possono contribuire.

La democrazia è morta da quando la rappresentatività è stata utilizzata dai cittadini soltanto per scaricare le proprie responsabilità su altri. Dobbiamo interessarci, impegnarci e darci da fare per non restare al palo, superati da Paesi di cui ignoriamo quasi tutto. Mi vengono in mente le nazioni balcaniche, che grazie a un territorio ricco di bellezze naturalistiche (seppur meno pregno di componenti storiche) e grazie a ottimi prezzi, fanno una concorrenza spietata alle nostre campagne.

Non si pensi che l’area fiorentina abbia ammortizzato bene il colpo della Crisi 2009-201X. Firenze, con la sua enorme capacità ricettiva sballa la media most effective weight loss supplement. È il vecchio discorso dei due tizi che mangiano mediamente un pollo a testa, quando uno ne mangia due e l’altro rimane a bocca asciutta! La soluzione c’è ed è quella di considerarci come parte integrante del panorama che ci circonda. Evolviamoci da questa condizione di homo-delegantis, partecipiamo al nostro territorio!

P.S.: un grazie di cuore alla persona che mi ha aiutato (il secondo bischero)


(*) Sono convinto che a far partire l’incendio sia stato un mozzicone di sigaretta gettato giusto qualche minuto prima del mio passaggio. È l’unica spiegazione possibile perché quel particolare punto della collina si trovava in ombra, escludendo ogni possibile innesco dovuto, per esempio, a concentrazione di fasci luminosi su superfici come bottiglie o cocci di vetro (effetto lente). Non c’erano poi neanche tracce di pneumatici, escludendo anche la pista dell’innesco della vegetazione secca a contatto accidentale delle parti arroventate di un’auto.

Categorie: Territorio

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